Torre Macauda. Verso un nuovo affidamento della gestione

Torre Macauda
È attesa a breve, ormai, la decisione del giudice per le esecuzioni immobiliari Maria Cristina Sala in merito all’affidamento della gestione dell’hotel Torre Macauda. Anche perché la stagione estiva è alle porte. Un patrimonio immobiliare ormai da anni nelle mani del Tribunale di Sciacca, chiamato a soddisfare le pretese dei tanti creditori dell’azienda che, nel tempo, ha accumulato debiti per almeno 10 milioni di euro. C’è anche un custode giudiziario che affianca il magistrato nella gestione della struttura e, sostanzialmente, dell’emergenza patrimoniale, immobiliare ed occupazionale. È il dottore commercialista Calogero Cracò.

L’ultimo a gestire l’albergo è stato, lo scorso anno, Agostino Cavallo, manager della Salento Way, società salentina che conosceva già Torre Macauda per essersene occupata in anni precedenti ancorché nell’ambito di un rapporto con la SGHR, impresa foggiana che nel frattempo è uscita di scena perché non pagava regolarmente i canoni d’affitto e, oltretutto, stando a quanto ha più volte denunciato lo stesso sindacato, non aveva un buon rapporto con i quaranta dipendenti dell’hotel. SGHR che si è vista anche infliggere un provvedimento di sequestro conservativo dei beni.

La Salento Way ha presentato una nuova proposta per ripartire da dove, a fine estate, ha interrotto a seguito della scadenza dell’incarico ricevuto ad inizio estate 2012. Una stagione, peraltro, quella scorsa, iniziata a luglio inoltrato. Ma non è solo la Salento Way la ditta che vorrebbe gestire l’hotel Torre Macauda. Sono tre, in tutto, infatti, le ditte che hanno sottoposto all’attenzione del giudice e del custode giudiziario delle proposte ad hoc. Oltre a quella della Salento Way c’è anche la richiesta della Ipacem Blu Coop di Agrigento, società che garantisce un know-how specifico sia nella grande ristorazione, sia nel settore dell’ospitalità in genere. Società, la Ipacem Blu coop, già fornitrice di servizi al complesso alberghiero di Città del Mare, a Terrasini, sulla costa tirrenica, a pochi chilometri da Palermo.

La terza società che chiede di gestire Torre Macauda è di Sciacca. Si tratta della Vitello Group Srl. È la stessa impresa che è già titolare del Costa Macauda Residence, situato proprio nell’area attigua all’hotel. Società, la Vitello Group Srl che, evidentemente, mira ad espandersi ed implementare la sua offerta turistica. Il negoziato tra giudice delle esecuzioni e ditte disponibili al momento sarebbe limitato ad una disponibilità di massima offerta. Il custode giudiziario dal canto suo è stato autorizzato dal giudice Sala a trattare l’offerta più vantaggiosa e meglio sostenuta sulla base di dinamiche imprenditoriali specifiche: capitale disponibile, piano d’impresa, strategie di mercato, utilizzo della stessa forza lavoro.

Le due società proprietarie di Torre Macauda sono tuttora in liquidazione. Il liquidatore è Giovanni Vantaggiato. Lo stesso che fungeva anche da referente della SGHR, la società che ha dovuto togliere il disturbo. Le società possiedono anche alcuni immobili acquisiti da privati col sistema della multiproprietà. Uno di questi privati, Riccardo Toti, ha scritto alla nostra redazione per segnalare una situazione rimasta in sospeso nell’ambito della rogitazione degli immobili, pur avendo già sborsato più di qualche milione di euro. “E’ mai possibile che nel soddisfare i privati si pensi solo ad accontentare solo i crediti delle banche?”, si domanda il nostro telespettatore.

Probabilmente occorre valutare anche queste situazioni. E anche se ci sono stati solo atti preliminari di compravendita, a questi occorre dare seguito con la necessaria formalizzazione.

Ma non c’è dubbio che l’interesse di ben tre società specializzate a gestire Torre Macauda ha un significato non indifferente. Significa che tutto sommato, malgrado la crisi, c’è chi continua a credere nello sviluppo turistico di questa porzione di territorio agrigentino. L’hotel Torre Macauda è in grado di garantire 2.500 posti letto, 50 posti di lavoro stagionali, altri 100 che agiscono nell’ambito del cosiddetto indotto. Una realtà economica che dopo i fasti degli anni ’80, quando la gestione era nelle mani dell’ingegnere Giuseppe Montalbano, il padrone di casa di Totò Riina, tenta di ripartire e di tornare ad essere un grosso punto di riferimento per il turismo in Sicilia.

 
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