Turismo. Si sblocca la vertenza Torre Macauda

Torre Macauda
È la Blu Coop e Ipacem, con un capitale sociale complessivo di circa 3milioni di euro, la società che secondo il tribunale di Sciacca ha fornito le migliori garanzie sia sotto l’aspetto gestionale, sia dal punto di vista patrimoniale, per poter gestire Torre Macauda.
È giunto nelle scorse ore l’atteso via libera all’affidamento dell’hotel. Il giudice per le esecuzioni immobiliari Maria Cristina Sala ha autorizzato il custode giudiziario, il dottore commercialista Calogero Cracò, a stipulare regolare contratto di locazione. La società prescelta potrà gestirla per i prossimi sei anni garantendo il pagamento di 400 mila euro l’anno. Gli oneri condominiali saranno a carico del locatario.
È stata individuata la società ritenuta più solida tra quella che si erano offerte di gestire l’hotel. Le altre due che avevano presentato offerta erano la Salento Way, che l’aveva affittato lo scorso anno, e la Vitello Group Srl. Quest’ultima è la stessa azienda titolare del Costa Macauda Residence, situato proprio nell’area attigua all’hotel.
L’affidamento alla Blu Coop e Ipacem non riguarderà solo l’hotel, ma anche i 62 appartamenti in multiproprietà. Resta fuori dal piano di locazione solo il residence, per il quale il giudice Sala ha optato per la vendita, disponendo di conseguenza l’avvio delle relative procedure sulla base della stima dei beni già depositata da un perito.
Si conta di incassare da questa cessione almeno dieci milioni di euro. L’obiettivo è quello di soddisfare i numerosi creditori della società proprietaria del patrimonio immobiliare.
Società che negli anni ha accumulato debiti per almeno 50 milioni, rendendo obbligato ad un certo punto l’intervento dell’autorità giudiziaria, che ha preso le redini della gestione.
Ma non finisce qui. Il giudice ha disposto che il contratto di locazione preveda eventualmente anche una risoluzione forzata nel caso in cui, in prospettiva, si riuscisse a vendere l’albergo. È questo, infatti, lo scopo ultimo del tribunale: trovare un compratore che ripiani la situazione debitoria e rilanci la struttura facendo uscire di scena il ruolo giudiziario.
Adesso bisogna solo aspettare di sapere se la società prescelta abbia intenzione o meno di confermare il suo interesse. Non manca qualche dubbio. Il prezzo deciso dal giudice, infatti, sarebbe ben più alto di quello proposto dall’azienda. Che, tuttavia, dal canto suo, potrebbe accettare anche se non soprattutto sulla base della durata proposta della locazione. Sei anni, infatti, è un periodo interessante per programmare un piano di rientro dall’investimento piuttosto concreto. In ogni caso pare di capire che ci sia già un significativo “piano B” per fronteggiare eventualmente l’emergenza che scaturisse dall’eventuale rifiuto della Blu Coop.
Nel destino dell’hotel Torre Macauda c’è anche quello di una cinquantina di lavoratori che da anni vivono con ansia l’altalena della gestione alberghiera. Lavoratori che sperano in una soluzione che tuteli anche il loro livello occupazionale. Torre Macauda garantisce 2.500 posti letto. Oltre ai 50 posti di lavoro diretti ne garantisce un bel po’ anche l’indotto. Una realtà economica che dopo i fasti degli anni ’80, quando la gestione era nelle mani dell’ingegnere Giuseppe Montalbano, il padrone di casa di Totò Riina, tenta di ripartire e di tornare ad essere un grosso punto di riferimento per il turismo in Sicilia.